2 A S

3. Soluzione ipotizzata

Da questa analisi è nata la nostra idea di fornire ossigeno per prolungare il tempo di resistenza e permettere ai soccorsi di portare a termine tutte le azioni di ricerca e scavo.

Seguendo questa pista avevamo pensato di creare una specie di casco integrale munito di bombola di ossigeno, che una volta sotto la valanga cominciasse a rifornirne la vittima. Abbiamo deciso di abbandonare questa idea perché non c'era lo spazio fisico per la bombola e sarebbe stato troppo complicato far partire il flusso d'ossigeno una volta sepolti dalla neve. Sarebbe stato molto pratico e compatto, ma un fisioterapista ci ha fatto notare che poteva essere pericoloso per i traumi cervicali.

Abbiamo pensato così di usare un giubbotto para-schiena con incorporata una bombola di ossigeno posta inizialmente sul davanti. Abbiamo deciso di munire questo giubbotto di un paio di airbag piccoli posti un attimo sotto le spalle in modo che quando si gonfiano, alla fine della valanga, il malcapitato si ritrovi con una sacca d’aria davanti al viso. Senza questo accorgimento l’ossigeno potrebbe risultare del tutto inutile. Una volta ferma la valanga comincerà il flusso d'ossigeno, appunto per aumentare il tempo di sopravvivenza, che noi abbiamo impostato come valore massimo 60 minuti (in base ai dati analizzati e anche su consiglio dell’esperto non ha molto senso andare oltre questo tempo).

Questo schema riassume i criteri del nostro progetto.

Avalanche Survival Air System Questo sito web è stato creato gratuitamente con SitoWebFaidate.it. Vuoi anche tu un tuo sito web?
Accedi gratuitamente