4. Risultati raggiunti
Una volta messo a fuoco l’oggetto da progettare abbiamo provato a verificare meglio la fattibilità della nostra idea.
Il para-schiena: si può partire da un normale para-schiena già presente sul mercato e già spesso utilizzato da chi pratica questi sport estremi. Il para-schiena costituisce un supporto adatto all’attrezzatura necessaria al nostro sistema e potrebbe contribuire a ridurre i traumi durante il trascinamento a valle, proteggendo le parti più sensibili come schiena, torace e colonna cervicale.
Gli airbag: gli airbag sono indispensabili per la formazione della sacca d’aria davanti al volto della vittima. Devono essere gonfiati dall’escursionista che vede la valanga arrivare verso di lui. tramite lo stesso congegno che fa aprire il sistema ABS di galleggiamento. Normalmente si ha il tempo per azionare questa maniglia posta all’altezza della spalla a sinistra per i destrimani e a destra per i mancini.
Anche il sistema di innesco degli airbag può essere simile a quello presente nell’ABS. In questo tipo di airbag il tempo di gonfiamento può essere relativamente lungo. Mentre nelle automobili o nelle motociclette si parla di millesimi di secondo, qui il tempo può essere nell’ordine dei decimi. Non è necessario pertanto usare sistemi di innesco con deflagrazione. Questi sistemi prevedono una reazione chimica molto veloce che produce molto azoto. Nel sistema ABS vengono utilizzate delle cartucce che contengono un gas innocuo, non infiammabile, come quello presente nell'atmosfera. La pressione interna è di 300 bar e la cartuccia viene forata dall'unità di foratura. Con la maniglia si aziona l’unità di foratura, costituita da un ago che viene sganciato e fora la cartuccia.
Gli airbag di moto e auto di sgonfiano subito da soli perché subito dopo l’impatto non servono più. Per questo motivo sono semplicemente forati. Nel nostro caso invece serve una valvola per lo sgonfiamento. Nel sistema ABS viene attivata dalla persona che lo indossa. Visto che nel nostro caso l’infortunato potrebbe essere privo di conoscenza e comunque sotto shock, per noi sarà invece indispensabile una valvola a tempo che dopo un minuto, massimo due sgonfi le due sacche. In questo modo si libera lo spazio davanti al viso e inizia l’ossigenazione dell’aria rimasta.
Per migliorare ulteriormente il sistema si potrebbe aggiungere un meccanismo di allontanamento dei gas come nell’Avalung (un boccaglio che porta lontano dal viso la CO2 emessa dalla respirazione).
Gli airbag, assorbendo molta dell’energia a cui è sottoposto un corpo colpito dalla valanga, contribuiscono anche a ridurre i traumi durante il trascinamento.
L’ossigeno: l’ossigeno può essere contenuto in una bombola posta sulla schiena. Per dimensionarla abbiamo cercato di capire quanto ossigeno serve per sopravvivere fino a 60 minuti.
E’ difficile stabilire un valore di consumo preciso, perché dipende da molto fattori (mancanza di conoscenza, ipotermia, età, costituzione). Nel soccorso in genere si tiene conto di 10 litri al minuto. Una bombola da due litri in pressione a 200 bar può fornire 400 litri di ossigeno, per un consumo di 10 litri al minuto garantisce un’autonomia di 40 minuti. In condizioni di seppellimento e ipotermia le ricerche hanno dimostrato che i consumi si riducono sensibilmente. Non è possibile stabilire con precisione per le troppe variabili in gioco, ma è ipotizzabile che questa quantità permetta di arrivare a 60/70 minuti senza danni seri da ipossia.
I vantaggi di questo sistema sono sicuramente il costo e il peso ridotti. Potrebbero costituire un sistema adatto anche ai soccorritori che hanno bisogno di portare con se molta altra attrezzatura.
Abbiamo provato anche a ipotizzare i costi e a stimare il peso. Per fare questo abbiamo cercato in internet i dati per prodotti similari già in commercio per altri usi (airbag, bombole, para-schiena). Il peso potrebbe rimanere contenuto nei 2,5-3 kg. In questo tipo di materiali la ricerca sta andando nella direzione di miniaturizzare il più possibile i componenti e questo progetto potrebbe trarne molto beneficio.
